Dolche: “La diversità è per me una risorsa”

Dolche: "La diversità è per me una risorsa", ecco cosa ha dichiarato l'artista in un'intervista a Bellacanzone.

È disponibile in digital download e sulle piattaforme streaming “EXOTIC DIORAMA”, il nuovo album di inediti della cantautrice e polistrumentista italo-francese DOLCHE, all’anagrafe Christine Herin. 

Exotic Diorama, scritto e realizzato tra New York, Roma, Beirut e Visby, è un disco speciale che tratta importanti tematiche: da quella LGBTQ+ alla violenza di genere e sulle donne. 

Qual è il filo conduttore di Exotic Diorama?

L’esplorazione. I diversi mondi musicali che si susseguono canzone dopo canzone sono proprio, come richiama il titolo, tantissimi diorami fantastici ed esotici e in ognuno di loro possiamo esplorare stili musicali e ritmi diversi. La diversità è per me una risorsa, una ricerca di varietà e creatività. Immagino Exotic Diorama come un viaggio.

Affronti tematiche importanti: com’è avvenuta la scrittura dei testi?

Nella mia vita sono legata e impegnata nel difendere e promuovere le cose in cui credo profondamente. La mia arte non può essere diversa. Così come la mia vita è fatta di amore e gentilezza e battaglie importanti come la difesa dell’ambiente o dei diritti umani, siano essi della comunità LGBTQ+ o dei neri o delle donne non cambia, così i testi delle mie canzoni riflettono le mie passioni e le mie lotte. I testi e la musica nascono in due momenti diversi. Spesso una ispira gli altri e viceversa.

Invece com’è avvenuta la ricerca delle sonorità?

Grazie di questa domanda! Perché la ricerca è la parte che mi piace di più. Nella mia musica uso decine di strumenti, dai più canonici ai più rari. Uso lingue diverse e armonie che spesso si scontrano all’interno della stessa canzone per trovare un impossibile ma bellissimo equilibrio tra loro. In tutti i miei viaggi ho preso qualcosa. Le sonorità arabe dei violini orientali a Beirut, il suono di un polveroso vibraphonette scovato nello studio di registrazione in Svezia o il suono preponderante del basso che mi porto dietro dagli anni passati in tour in Francia. Tutto si amalgama dentro di me ed esce con una nuova forza accostando mondi a volte inaccostabili. Inoltre, gli autori che amo e ammiro sono sempre dentro le mie orecchie e bisbigliano consigli improvvisi.

Come vedi il futuro della musica dal vivo in Italia?

Al momento è impossibile scindere il destino dell’Italia da quello del mondo intero. La musica dal vivo è sospesa in una bolla che speriamo presto scoppi e la faccia vivere di nuovo ma non sta a noi affrettare i tempi in un momento così rischioso per molte persone. Credo di sicuro che sarà importante ripartire tutti dal basso. Abbassando i costi delle produzioni, i cachet e tutte le spese che possono consentire di riprendere quello che c’è di più importante: la musica stessa.

Dove ti vedremo nei prossimi mesi? 

Qui in Italia. Ho iniziato la produzione del mio secondo album e a a febbraio uscirà una piccola sorpresa. Ma non appena si potrà non vedo l’ora di tornare nella mia amata New York dove trovo sempre grande ispirazione e collaboratori eccezionali.