Fabio Milella: “Il futuro riserverà grandi sorprese”

Fabio Milella presenta il disco “In bilico sulle nostre emozioni”: intervista per Bellacanzone. Nei 13 brani che compongono “In bilico sulle nostre emozioni” si passa dai temi sociali (come in “Amico caro”) alle riflessioni su storie d’amore ormai finite (come in “Gli sguardi delle sei”), in un viaggio che va a toccare le emozioni più autentiche.

Fabio Milella, eclettico musicista e cantautore pugliese, ha appena pubblicato il suo ultimo disco di inediti “In bilico sulle nostre emozioni”. Se con “ElettrOttanta” ha rivisitato in chiave elettronica i grandi successi degli anni Ottanta, con questo nuovo progetto Fabio Milella è voluto tornare a suoni più autentici: in controtendenza rispetto alle ultime uscite indipendenti, ha scelto di realizzare un disco favorendo gli strumenti tradizionali, tra i quali anche l’oboe e il violoncello, senza dimenticarsi delle chitarre distorte per sonorità più rock.

Come nasce il disco In bilico sulle nostre emozioni e quali differenze ci sono rispetto al lavoro precedente?
“In bilico sulle nostre emozioni” nasce da un’idea diversa di fare musica rispetto al passato che ho condiviso con il produttore artistico dell’album, nonché mio compagno di viaggio il maestro Tommaso De Vito Francesco. Insieme abbiamo deciso di lavorare con i colori della musica, tra chiaroscuri e dinamiche di strumenti suonati dal vivo (non campionati) tra cui il meraviglioso suono del violoncello suonato dalla bravissima maestra Paola De Candia. Il disco precedente l’abbiamo fatto per divertirci, il mio ultimo lavoro è un disco cantautorale.

Com’è avvenuta la scelta della tracklist, delle canzoni da inserire?
Il filo conduttore dei brani è la scelta ponderata di mettere in successione i brani secondo la loro espressività musicale, abbiamo cercato di mantenere dei brani che se pur diversi tra loro, sembrano fondersi in una logica del tutto omogenea.

Dai tuoi inizi ad oggi come vedi cambiata la musica?
La musica è totalmente cambiata, tutto sanno fare tutto, e pochi sanno fare veramente ancora della buona musica. Alle volte si pensa che basti comprare uno strumento per improvvisarsi un artista o produttore, senza comprendere che l’unica vera componente per fare musica è studiarla e circondarsi di gente che ne sa più di te.

Quali sono gli artisti che ispirano la tua musica e perché?
Abbiamo ascoltato Damien Rice, David Gray, Bon Iver e tanti altri artisti internazionali. In Italia ci è piaciuto tanto il disco “Una somma di piccole cose” di Niccolò Fabi. Poi tra gli artisti italiani che adoro e ascolto di più ci sono De Gregori, Fossati, Bertoli, Vecchioni, Guccini…

In passato hai partecipato a Sanremo Lab… Ritenteresti la strada del Festival?
Sarei ipocrita a dire che non lo rifarei, Sanremo è una vetrina pazzesca che in qualche giorno ti espone mediaticamente ad una sistema che esiste solo durante il Festival

Prossimi concerti? 
Stiamo preparando un bel live, molto potente. Il futuro riserverà grandi sorprese che per ora non svelo.

PH. Aldo Corona