Gerolamo Sacco: “Dobbiamo conoscerci e accettarci per quello che siamo”

È in rotazione radiofonica il singolo “Casa Mia”, estratto dall’album di Gerolamo Sacco. È il brano di apertura del disco, una canzone che fonde l’It Pop con sound extra-europei, su un rap incalzante, tra extrabeat e melodico. Ecco la nostra intervista al cantautore in merito all'uscita del suo secondo disco!

È disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download il nuovo concept album “Mondi Nuovi” del cantautore e produttore musicale bolognese Gerolamo Sacco, su etichetta Miraloop e distribuito da Believe. Ecco la nostra intervista!

Gerolamo Sacco, cantautore e producer: se dovessi scegliere tra uno dei due cosa faresti?
Domanda trabocchetto! Diciamo come premessa che, quando scrivo per raccontare una storia, non separo le due professioni. Quando invece lavoro per gli altri la produzione musicale è il mio mestiere. In questi giorni mi si è aperta l’opportunità di una collaborazione con un altro produttore dove invece sarò solo cantante: una cosa nuova per me. Detto questo, scegliere è difficile, ma se mi metti davanti al classico bivio ti direi il cantautore: se non altro perché è una cosa che sto ancora costruendo, mentre le produzioni musicali le faccio da anni. Ma rimane una risposta di fantasia, rinunciare alle produzioni discografiche per me significa perdere il lavoro!

Come nasce il brano Casa mia?
Nasce tutto da questa frase: “Verso Marte a cercare batteri mentre l’Amazzonia muore”. Nella canzone è la frase finale: praticamente il testo è stata scritto tutto al contrario come i manga. La bellezza della luna fa da sfondo alla vita frenetica di tutti i giorni e alle pulsioni della nostra società. E in mezzo a tutto questo l’uomo, raccontato dagli occhi del protagonista della storia. Tutto quello che c’è di umano, con i suoi idoli e i suoi riferimenti, i suoi automatismi e le sue contraddizioni, celano in realtà un desiderio di meraviglia, di gioia, di una vita migliore. Gli esseri umani non andrebbero colpevolizzati, andrebbero capiti. Penso che stiamo distruggendo il nostro pianeta perché non facciamo parte del suo ecosistema naturale, e per cambiare questo stato delle cose dobbiamo prima di tutto conoscerci e accettarci per quello che siamo. In secondo luogo dovremmo cominciare ad apprezzare quello che abbiamo senza dare nulla per scontato. Neanche la luna, quella meravigliosa palla di roccia luminosa che ci gira sopra la testa in moto perfetto da milioni di anni.

La canzone fa parte di Mondi nuovi: quali differenze ci sono rispetto al primo disco sia per le sonorità sia per i testi?
Immagino parli di “Alieno”, che è il mio primo disco come cantautore, direi che sono cambiate molte cose! Le sonorità sono sicuramente più elaborate perché ho maturato più esperienza. “Alieno” è un disco esplicito, volutamente glam, “Mondi Nuovi” è decisamente più contemplativo, più introspettivo, anche se non mancano tracce marcatamente electropop, che in “Alieno” è la sonorità predominante, ad esempio “Notte di Foglie”. I testi sono differenti perché nel primo disco racconto il mondo, il secondo è piuttosto un dialogo in prima persona, entro nelle emozioni e nella vita personale del protagonista, divento lui. “Casa Mia”, la prima canzone del nuovo album che parla della Terra, fa da trait d’union tra i due racconti, che sono l’uno la conseguenza dell’altro ma anche due storie capaci di intersecarsi fra loro.

Cosa consigli a chi vuole diventare cantautore, producer o comunque entrare a far parte del mondo della musica?
Oggi molti vogliono diventare producer o cantanti perché sono abbagliati dai riferimenti televisivi e di successo, dalla spinta delle famiglie a diventare qualcuno, ma poi non sono per nulla disposti a farlo davvero di lavoro; tanto meno le stesse loro famiglie a sostenerli, anche economicamente. Un po’ come quelli che vogliono diventare calciatori perché vedono CR7 e non il terzino che dopo 8 ore al giorno al campetto per anni raggiunge una dignitosa squadra di Promozione. Il mondo della musica è strapieno di amatori che dicono in giro scemenze, che non c’è lavoro in giro, bla bla bla, solo perché sono loro a non riuscire. La verità è che fare un lavoro che ti piace piuttosto che per soldi, specialmente in ambiti come quelli dello sport e dell’intrattenimento, richiede passione, perseveranza, sacrificio. Come si suol dire: “sudore e lacrime”. L’appagamento che ne puoi avere è immenso, ma se gli stessi sacrifici non sono parte integrante di questa gioia, di questa auto-realizzazione, allora è meglio lasciar perdere. Io consiglio…di non essere superficiali.

Come producer a cosa stai lavorando attualmente?
Abbiamo diversi progetti aperti alla casa discografica. Considera che Miraloop Records ha quattro collane editoriali. In quella classica-jazz sto facendo un lavoro per Claudio Chiara, il sassofonista di Paolo Conte all’inaugurazione del suo progetto solista, in quella elettronica sperimentale il nuovo album del mio progetto elettronico – dub Ethiopia Ringaracka che si intitolerà Afrofuturism 2 e il nuovo disco di Mbriane, promettente artista della scena elettronica bolognese. Nella divisione EDM, stiamo preparando tantissime tracce molto vicine al mondo della progressive e dei nuovi generi di house music. Infine tanti progetti in lavorazione per la divisione pop di Miraloop Records: i singoli d’esordio di Irène, di Cristabel, la Keller Band, il nuovo singolo di Devon Miles e l’album d’esordio di Senatore Cirenga. Il Senatore merita un ringraziamento: penna fantastica, è anche co-autore di diversi brani del mio album Mondi Nuovi. Il mio sogno è unire tutti questi progetti in un’unica forza, una nuova scena musicale. L’idea che c’è dietro Miraloop è questa!

Invece come cantautore dove ti vedremo nei prossimi mesi?
Stiamo preparando il primo spettacolo che sarà prevalentemente acustico. Voglio mettere insieme le canzoni di Alieno e di Mondi Nuovi con arrangiamenti unplugged!

PH. Ufficio Stampa – Niccolò Sacco