Osvaldo Supino: “Un duetto con Alejandro Sanz sarebbe un sogno” – Video

Con 4 album e 9 singoli ad aver debuttato in top 10 su iTunes, ad oggi Osvaldo Supino è uno degli artisti indipendenti italiani più premiati all'estero, uno dei quattro artisti italiani, solo insieme a Laura Pausini, Eros Ramazzotti e il Volo ed essere stato intervistato dalla CNNenEspanol. Ecco l'intervista di Bellacanzone a Discoteca Laziale a Roma!

No es no” è il nuovo singolo di Osvaldo Supino in rotazione radiofonica dallo scorso 5 luglio. Il brano è il secondo estratto da “Sparks“, il nuovo disco uscito il 28 marzo, pubblicato in doppia versione Inglese e Spagnolo “Luces“, che ha conquistato mezza Europa debuttando in terza posizione in Italia, alla settima in Spagna, all’ottava in Svizzera, alla decima in Germania e Austria totalizzando già oltre 4 milioni di streaming.

Parliamo del tuo singolo “No es no”
È l’ultimo estratto dal mio disco, a me molto caro. Un progetto che non viene fuori come parte di una routine, ma sono dieci canzoni che avevano bisogno di essere ascoltate. Questa è la canzone più estiva con influenze reggaeton. Io sono molto curioso e mi piace sempre esplorare con i miei dischi. Questo è un album fresco, pieno di contaminazioni.

Com’è nata l’idea del videoclip?
Non mia perché io odio la barca! È stata una giornata dura, ma molto divertente. Volevo raccontare questo tradimento e siamo volati a Barcellona per tre giorni molto intensi, molto caldi e il risultato è quello che avete visto e che potete vedere.

Tanti temi in questo disco…
È un disco molto attuale, quindi ci sono temi comuni a tutti o quasi. Quasi tutti conosciamo qualcuno da una dating app. Quest’anno festeggio dieci anni di musica e avevo ho deciso di non cantare della mia vita, visto che la mia musica è stata sempre lo specchio della mia vita privata. La verità è che non ci sono riuscito. Non devo farmi prendere dalla paura di piacere per forza a tutti, ma devo assolutamente avere una connessione con la mia musica. In questo disco c’è Tinder, c’è la gente strana conosciuta lì, c’è il rapporto con le app, l’esigenza di comunicazione che forse stiamo perdendo. È un disco che parla di quello che ho vissuto negli ultimi due anni.

Quali differenze di sonorità ci sono rispetto al passato?
È molto più fresco, soprattutto rispetto al precedente in cui c’era elettronica e l’orchestra. Qui ci sono dei piani e degli archi e mi ha aiutato molto Scott Robinson che è produttore del disco, nonché produttore di uno dei dischi che io ascoltato tanto, ossia “Tell me you love me” di Demi Lovato.

Invece per quanto riguarda gli italiani chi ti piace?
Mi piace molto Francesca Michielin perché credo mantenga la tradizione italiana e allo stesso tempo con un occhio internazionale per la comunicazione. Sono cresciuto ammirando Madonna e Michael Jackson perché l’immagine è molto importante, come canale di espressione. Una delle cose che mi ha contaminato molto è anche la musica latina, però a livello di cantautori come Alejandro Sanz. “Sparks” è uscito anche in spagnolo.

Un bel duetto con Alejandro Sanz?
Sarebbe un sogno. Quando sono andato a Miami per promozione, ho incontrato uno dei suoi produttori e ho visto, da fan, lo studio in cui sono nate alcune delle sue canzoni che io preferisco. Lo spagnolo è qualcosa che volevo fare da tempo e finalmente ho trovato l’energia necessaria.

Dieci anni di musica con tanti fan in Italia, ma anche all’estero…
Ho iniziato a fare telefonate a sorpresa ad alcuni di loro e da poco ho imparato a calcolare il fuso orario! Ho un rapporto speciale perché non vado costantemente in televisione, quindi il loro supporto è più sentito, più vero. Con alcuni di loro ho una grande connessione, rispondo a tutti i messaggi.

Come vedi la risposta del mercato internazionale rispetto a quello italiano nei tuoi confronti?
In Italia si fa più fatica perché non sono gli anni perfetti per il pop, ma più per il rap e la trap. Mi piace esplorare musica pop, elettronica, dance, anche più intima e acustica. All’estero c’è più curiosità e non si fermano all’immagine televisiva. Ci sono numeri differenti.

Hai mai pensato a fare un talent show?
Ci ho pensato all’inizio e i miei primi produttori me l’hanno assolutamente vietato. Non è snobismo il mio, ma ad oggi non mi ritrovo in nessuno dei programmi. Sono dieci anni che faccio musica e non potrei tradire il mio pubblico andando in un programma e fingendo di essere qualcosa che non sono. Forse farei un reality show, magari il Grande Fratello! Stare da solo in uno spazio chiuso per me potrebbe essere interessante.