Tōru: “La musica come mia principale forma di espressione”

Tōru è il nome d’arte di Elia Vitarelli, toscano, classe 1993. Dopo la precedente esperienza musicale con i “Fiori di Hiroshima”, band con la quale ha pubblicato l’album “Horror Reality” decide di dedicarsi ad un nuovo progetto che nasce da una più profonda esigenza individuale di esprimersi confrontandosi direttamente con la propria interiorità.

È uscito per Pulp Dischi, Soli, il singolo d’esordio di Tōru, il nuovo progetto di Elia Vitarelli, ex Fiori di Hiroshima. Una canzone introspettiva ma al tempo stesso aperta verso il mondo, una solitudine vissuta come opportunità e condizione esistenziale.

Come nasce la canzone Soli?
“Soli” nasce musicalmente da un sol7maj rubato da “Amarsi un po’” di Lucio Battisti. È stato l’innesco per la scrittura di questo pezzo: dopo aver suonato la prima sequenza di accordi, mi sono catapultato a capo fitto in una sessione di 12 ore no stop su Logic, che hanno portato alla stesura e all’arrangiamento di tutto il brano. Il testo è nato poco dopo, in una serata in mezzo a tantissima gente, in cui mi sentivo lontano da tutto e tutti, alla ricerca di qualcuno che potesse capire cosa stavo provando in quello specifico istante.

Come si avvicina Elia al mondo della musica?
Come ascoltatore da sempre, grazie a mio padre che ne è sempre stato appassionato. Poi goffamente, a 13 anni grazie ad un mio grande amico che mi ha insegnato suonare, ho iniziato a vedere la musica come un’amica che non mi avrebbe più lasciato solo. Con gli anni poi, è diventata anche la mia principale forma di espressione.

Come mai proprio Toru come nome d’arte?
La scelta è stata determinata dalla lettura di Norwegian Wood, romanzo di Murakami. Il nome l’ho “rubato” al protagonista del libro. In questo racconto ci sono molte tematiche emotive a me care, ed uno stile comunicativo al quale mi sono sentito accomunato. La scelta è quindi legata alle sensazioni malinconiche suscitate dall’immaginario di questo romanzo.

Da dove arriva la voglia di intraprendere la strada solista?
Dalla voglia di non dover più aspettare gli altri e assumermi la responsabilità della mia carriera musicale, che adesso è il mio principale ed unico investimento di tempo ed energie. Inoltre da un percorso molto personale di scrittura riflessiva in cui mi sono ritrovato a dovermi metter a nudo di fronte a me stesso. Percorso che, devo dire, é stato molto positivo.

Stai scrivendo nuovi brani?
Ne ho già scritti diversi che sono racchiusi in un album, di cui non posso rivelare la dara di uscita. Posso dire però che c’è un filo conduttore che lega insieme i vari brani. Inoltre, essendo piuttosto iper-attivo sul fronte creativo, mi sono ritrovato ultimamente a lavorare su brani totalmente nuovi ed inediti, che usciranno chissà quando. C’è molto materiale, a dire il vero.

Dove ti vedremo prossimamente?
Fortunatamente in diverse occasioni. In apertura ai Jennifer Gentle il 25 ottobre al Lumiere di Pisa, il 28 ottobre alle selezioni del Rock Contest al Combo di Firenze, e in alcune date qua e la tra Torino, Roma e Bologna.

PH. Ufficio Stampa